Cuba: spedizione speleologica
“SAPO DE BELLAMAR”

Sono rientrati da Cuba il 12 dicembre i componenti della spedizione
speleologica “Sapo de Bellamar” che ha visto gli speleologi dei gruppi di Malo,
Dolo e Forlì impegnati per due settimane nella zona centrale dell’isola
caraibica.
Grazie anche al contributo organizzativo della Società Speleologica
Italiana, è stato un successo sotto tutti i punti di vista ed ognuno
di noi è ritornato più forte di prima, sia come speleologo, ma
soprattutto come persona. Abbiamo ricevuto una lezione di vita dai nostri amici
cubani che, nonostante le poco agevoli condizioni di vita, ci hanno travolto
con il loro affetto e simpatia.
Lo scopo della spedizione, preparata da Sandro Sedran del CAI Dolo e Gruppo
Speleologi CAI Malo, era quello di topografare i nuovi rami del settore Jarrito,
facente parte del complesso delle Grotte di Bellamar, situate a Matanzas, circa
100 Km ad est di L’Avana. Nonostante la richiesta dei permessi esplorativi
sia stata avanzata con mesi di anticipo, solamente il giorno precedente il
nostro arrivo sono arrivate le autorizzazioni dal Ministero competente; siamo
i primi non-cubani ad avere il privilegio di lavorare ed esplorare in questa
cavità, monumento nazionale della natura.
Tutta la logistica è stata curata da Esteban Grau, responsabile della
Sociedad Espeleologica Cubana per le spedizioni estere a Cuba, che ci ha generosamente
fatto accampare nella sua abitazione.
La realtà degli ambienti ipogei ha superato ogni aspettativa: bianchissime
concrezioni da sembrare ghiacciate, antichi laghi cristalizzati, distese di
eccentriche ovunque (piccole concrezioni che crescono senza seguire la forza
di gravità); il tutto in una quantità tale da lasciare esterefatti.
La progressione doveva avvenire con la massima cautela per evitare di causare
danni irreparabili e sporcare di fango gli ambienti. Purtroppo il solo passaggio
degli speleologi, nonostante tutte le attenzioni possibili, danneggia l’aspetto
di queste meravigliose gallerie e per questo i cubani hanno deciso di limitarne
l’accesso solo per motivi di studio e dare la possibilità di godere
di tali bellezze solo per via indiretta (proiezioni 3D e filmati). A tal proposito,
abbiamo portato dall’Italia la proiezione tridimensionale sulle grotte cubane,
realizzato in precedenti spedizioni da Antonio Danieli della Federazione Speleologica
Veneta, e mai visionato a Cuba. E’ stato molto apprezzato dai locali ed è servito
ad ottenere importanti finanziamenti per la tutela del patrimonio carsico della
zona di Matanzas.
In quattro giornate di lavoro, diverse squadre miste italo-cubane hanno realizzato
il rilievo topografico di oltre 2 km di gallerie, scoperto numerose nuove diramazioni,
unito due rami tramite il forzamento di una strettoia, esplorato due nuove
cavità sulla sovrastante superficie con probabile congiungimento al
reticolo sotterraneo. E’ stata realizzata anche una cospicua documentazione
video-fotografica, con una squadra appositamente predisposta e dotata di materiale
fornito dalla 2BI di S.Vito, che produrrà immagini per la televisione
cubana e le principali riviste specializzate dei due paesi.
I dati raccolti dovrebbero essere sufficienti per consentire di proporre questa
cavità all’attenzione dell’UNESCO affichè venga inserita quanto
prima fra i Monumenti Naturali dell’Umanità.
E’ stato dato anche un grosso contributo alla ricerca scientifica con l’adesione
al progetto Istoplasmosi, curato dal medico milanese Rino Bregani. Nelle grotte
tropicali esiste la possibilità di inalare le spore del fungo Histoplasma
capsulatum che colpisce il sistema respiratorio e si diffonde poi ad altri
organi. Una spedizione veneta aveva visto ben quattro elementi ammalarsi al
loro rinetro in Italia e la cosa ci aveva preoccupato non poco, dal momento
che le grotte erano le stesse dove dovevamo lavorare noi. Queste spore sono
presenti nella terra secca dove si trovano parti di guano di pipistrello; ci
siamo premuniti indossando delle mascherine con filtri idonei, ma queste ci
hanno creato non pochi problemi ostacolando una regolare respirazione e portandoci
in affanno ogni qualvolta ci si trovava a sostenere uno sforzo di progressione
superiore ad una normale camminata. La temperatura interna di 28° C unita
ad un tasso d’umidità prossimo al 100% hanno poi messo a dura prova
il nostro fisico obbligandoci ad alternare un giorno di riposo turistico ed
uno in grotta per recuperare le forze.
Ogni componente della spedizione si è sottoposto al prelievo di sangue
prima e dopo la spedizione per verificare lo stato del sistema immunitario
e sono stati raccolti campioni di terreno in varie parti della grotta per un’analisi
dettagliata sulla presenza o meno del fungo. Un esito negativo, oltre a sollevarci
dalla possibilità di contagio, consentirebbe a spedizioni future di
evitare di indossare le odiate mascherine.
Sapevamo che l’embargo economico decretato contro Cuba sta creando grandi problemi nell’aprovvigionamento dei beni di prima necessità, medicinali compresi. La grande disponibilità di due dottori di Mira e Forlì ci ha consentito di donare all’ospedale di Matanzas una discreta quantità di farmaci. A loro manca di tutto: ipertensori, asmatici ed antibiotici; il nostro gesto, per quanto piccolo sia stato, servirà sicuramente a salvare delle vite umane e per questo il direttore della struttura ci ha espresso il suo più grande riconoscimento.
La nostra non è stata quindi una spedizione di sola esplorazione e divertimento; la generosa collaborazione di REPETTO di Genova e CAPO NORD di Forlì ci ha permesso di dotare gli speleologi di Matanzas di parecchia attrezzatura e vastiario indispensabili a svolgere l’attività in grotta e di cui erano quasi totalmente sprovvisti. Presi dagli eventi, nessuno si è tirato indietro ed ulteriori donazioni sono state fatte dai gruppi speleologici di Malo, Dolo, Forlì e dai singoli componenti.
Gli ultimi giorni sono stati trascorsi nella sede della Sociedad Espeleologica Cubana di L’Avana con visita della capitale. Poi nella Scuola di Espeleologia di Vinales, inserita nell’omonimo Parco Nazionale, con visita alla spettacolare Gran Caverna di St. Tomàs.
A Matanzas è rimasto ancora parecchio lavoro da fare: numerose gallerie del Labirinto attendono di essere topografate ed esplorate sistematicamente. Gli amici cubani attendono i fratelli italiani a braccia aperte.
Sandro Sedran
Gruppo Speleologi CAI Malo
CAI Dolo
Vedi anche come lo Speleo Club Forlì ha seguito tutta la spedizione (merita! grande lavoro dell'amico Gianluca "jnn")
ALCUNE FOTO
Autore: Sandro Sedran
Con il patrocinio di:

SOCIETÀ SPELEOLOGICA ITALIANA
SOCIEDAD ESPELEOLOGICA DE CUBA
FEDERAZIONE SPELEOLOGICA VENETA
CLUB ALPINO ITALIANO
COMUNE DI MIRA
Sponsor:
C.so Mazzini 74 |
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